34° Distaccamento Permanente "TORO" Esercito Italiano |
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Il 34° Distaccamento Permanente TORO è un reparto dell’Aviazione dell’Esercito (AVES) alle dipendenze del 4° Reggimento Aviazione dell’Esercito ‘ALTAIR’, con sede a Bolzano. Il distaccamento è invece basato sulla aviosuperficie di Venaria Reale, alla periferia di Torino, sui terreni adiacenti alla Reggia Sabauda. L’aeroporto è intitolato al T. Col. Mario Santi, ufficiale di artiglieria insignito di due Medaglie d’Argento al Valor Militare e di una Medaglia di Bronzo al Valor Militare, e vanta due primati: è il più vecchio aeroporto militare Italiano ancora in uso, e su questi terreni, avvenne il primo volo del primo aeroplano interamente costruito in Italia. Infatti il 13 gennaio 1909 decollò da qui per la prima volta il triplano SPA costruito dall’Ing. Faccioli, spinto da un motore da 25CV e pilotato dal figlio Mario.
Pochi anni dopo, questa aviosuperficie è stata sede di una delle prime Scuole d‘Aviazione del Regio Esercito, che utilizzava per l’addestramento dei propri piloti alcuni monoplani Bristol costruiti su licenza dalla Caproni.
L’aeroporto rimase inattivo dal 1945, distrutto dalle truppe tedesche in ritirata, fino al 1955, quando l’Esercito Italiano riportò in vita l’aviosuperficie, costituendo la Sezione Aerei Leggeri (SAL) del 7° Reggimento, equipaggiata con Piper L.18 e L.21.
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Il 34° Distaccamento Permanente TORO ha trovato l’attuale collocazione sull’aeroporto di Venaria Reale a partire dal 1985, con la denominazione di 34° Gruppo Squadroni ‘Toro’; inizialmente era dotato di due unità operative, una equipaggiata con AB-205A e l’altra, fino agli inizi del 2006, con AB-206A-1.
Questa piccola unità ha oggigiorno in dotazione unicamente gli elicotteri Agusta-Bell AB-205A/UH-205A(MEP), sempre a disposizione sia per le esigenze tattico-addestrative, che per le chiamate di soccorso che vedono spesso coinvolti alpinisti in difficoltà durante le loro escursioni nelle Alpi del Nord-Ovest.
Al momento attuale la base è in fase di ristrutturazione, con la costruzione di più ampi edifici, in modo da far fronte alle nuove necessità logistico-operative che si svilupperanno con l’arrivo dei nuovi LUH (Light Utility Helicopter), che entro un paio di anni andranno a sostituire gli ormai vetusti AB-205. Questi ultimi sono infatti prossimi ai cinquant’anni di vita operativa, e benchè siano stati continuamente aggiornati nell’avionica nel corso degli anni, sono sicuramente meno aderenti alle specifiche operative dei moderni scenari di impiego. L’ultima versione in uso è denominata UH-205A-MEP (Mission Equipment Package). Queste modifiche comprendono un sistema di navigazione globale Doppler, un radar-altimetro per operazioni notturne o in condizioni di brown-out, nuove radio VHF e UHF, sedili corazzati e protezione balistica del pavimento, sistema di soppressione della traccia infrarosso per lo scarico del motore, un sistema di contromisure a infrarossi, sistemi di allarme radar, laser e missili e distributori di chaff e flare, e una speciale verniciatura antiriflesso. L’applicazione di tutti questi nuovi sistemi ha tuttavia incrementato il peso dell'elicottero a circa 3000 kg, riducendone le capacità di carico in climi caldi o in alta montagna.
Compito principale dei reparti dell’Aviazione dell’Esercito è quello di sviluppare e integrare la manovra terrestre, dove la rapidità di intervento e la concentrazione di forze viene premiata sfruttando la verticalità e il superamento di ostacoli naturali o artificiali.
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Il 34° Distaccamento Permanente TORO rappresenta uno dei punti di riferimento nazionale per il volo in montagna. I suoi equipaggi sono addestrati per pianificare e condurre missioni di volo ad alta quota, in appoggio alle manovre delle truppe della Brigata Alpina “Taurinense” e del Centro Addestramento Alpini di Aosta. Gli equipaggi sono spesso chiamati a volare in condizioni metereologiche marginali e con prestazioni prossime al limite della macchina in una sinergia uomo-macchina-ambiente quasi perfetta.
”I piloti di pianura hanno il suolo solo in basso, i piloti di montagna ce l’hanno anche di fianco”, oppure “le nuvole hanno l’osso dentro” sono alcune frasi che circolano tra gli utilizzatori dell’ala rotante in montagna, e esemplificano le difficoltà e la pericolosità di questo tipo di volo.
La montagna è uno degli ambienti più ostici per un pilota: l’aria rarefatta diminuisce la potenza del motore, le forti correnti ostacolano la rotta, il tempo atmosferico è mutevole, con il sorgere di improvvisi addensamenti di nebbia o di nuvole. Il volo in montagna richiede un addestramento specifico e continuo, nel quale tutti gli elementi appena citati devono essere considerati e affrontati con la giusta professionalità.
Compiti peculiari del reparto sono quelli del trasporto aerotattico di uomini e mezzi in ambiente montano, Air Movement e Air Mobile, AEROVAC (Aeromedical Evacuation), Close Combat Attack, Recce, Surveillance, Tactical Security, Airborne C2 and C2 Support, Personnel Recovery, Information & Intelligence and Target Acquisition.
Come già accennato, grazie alla esperienza e professionalità acquisita e dimostrata negli anni, il 34° TORO viene spesso chiamato per intervenire in operazioni di pubblica utilità, a favore della comunità, sia di giorno che di notte. Un elicottero è sempre a disposizione per le chiamate di emergenza, con compiti di ricerca e soccorso nelle vallate alpine dell’area Nord-Ovest e con compiti antincendio, in quest’ultimo caso utilizzando il classico bambi bucket da circa 900 litri appeso al gancio baricentrico.
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| Foto AVES/34° Distaccamento Permanente TORO |
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Numerosi sono stati anche i rischieramenti all’estero, sia per campagne addestrative che in ambito operativo: Bosnia, Kosovo, Libano, Afghanistan, Mozambico, Kurdistan, Namibia, Iraq, e Kuwait, solo per citarne alcuni. Memorabile è stato l’ultimo rischieramento UNIFIL in Libano del 2008, quando gli AB-205 sono stati sostituiti dagli AB-412. In quel frangente il contingente rischierato a Naqoura era proprio il 34° TORO, i cui equipaggi hanno riportato a Venaria Reale i quattro AB205 direttamente in volo, percorrendo più di 4000 km, attraversando cinque nazioni, facendo 9 scali tecnici, impiegando 4 giorni e quasi venti ore di volo!
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