| L' EMERGENZA INCENDI BOSCHIVI NEL PIEMONTE NORD-ORIENTALE DEL LUGLIO 2026 |
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Dalla zona d’operazioni Mauro Finati – 14 luglio 2026
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Dall’inizio del mese di luglio 2026, alcune aree montane del Piemonte nord-orientale, in particolare la Valsesia e la Val d’Ossola, sono state colpite da vasti incendi boschivi. L’emergenza incendi è continuata per oltre quattro settimane.
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Per alcuni di essi, soprattutto quelli sviluppatisi inizialmente in alta quota, l’origine è stata individuata nei fulmini caduti durante i temporali. Per altri invece, la causa è stata la mano dell’uomo, per incoscienza, o peggio, per dolo. Complessivamente, gli incendi hanno causato la distruzione di vaste aree boschive, distrutto interi ecosistemi e messo a rischio alcuni centri abitati, arrivando anche a minacciare le foreste del Parco Nazionale della Val Grande.
Per quanto concerne i due incendi principali, quello nella zona di Premosello Chiovenda in Val d’Ossola e quello di Cravagliana in Val Mastallone (Valsesia), la particolare ortografia del territorio in cui si sono sviluppati, l’inaccessibilità dei siti e le condizioni di temperatura elevata e di suolo secco hanno favorito l’anomala estensione dei roghi che, nel loro progredire, hanno finito per interessare anche aree a quote più basse.
A distanza di settimane, sono rimasti attivi numerosi focolai ed anche se ne sono creati di nuovi che, ancora a inizio agosto, hanno interessato le porzioni piemontesi delle Alpi Pennine e Lepontine.
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La Protezione Civile della Regione Piemonte e il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco (CNVF) hanno attivato da subito l’intervento dei mezzi aerei, in particolare alcuni Canadair (Viking Air) CL-415 Super Scooper un esemplare dell’Erickson S-64F Air Crane (lo I-CFAN Cochise, normalmente basato sull’aeroporto di L’Aquila-Preturo), coadiuvati da alcuni mezzi leggeri ad ala rotante di compagnie private regionali, nonché da un Agusta-Bell AB.412 del Reparto Volo dei Vigili del Fuoco di Torino-Caselle, unità attualmente in corso di transizione sul Leonardo AW139. Sono inoltre intervenuti anche gli AW139 del Reparto Volo di Malpensa.
Il numero di Canadair impegnato in queste operazioni nella Regione è stato notevole e, a nostra memoria, mai così rilevante in situazioni passate, con interventi continui dall’alba al tramonto. Nel complesso, si sono contati fino a sei CL-415 operativi contemporaneamente, provenienti dalla base di Genova o richiamati dalle basi di Ciampino e di Olbia.
Per le operazioni di supporto tecnico, di rifornimento carburante e di cambio equipaggio questi velivoli hanno fatto scalo sugli aeroporti di Milano-Malpensa, Genova e Torino nonché sulla vicina base aerea dell’Aeronautica Militare di Cameri il cui personale, vista l’emergenza in atto, ha mantenuto aperto l’aeroporto anche nelle giornate di sabato 11 e domenica 12.
I Canadair in azione sulla Valsesia hanno effettuato il pescaggio dell'acqua (“scoop”, nel loro gergo) sul Lago d’Orta quelli in azione sulla Valsesia, sul Lago Maggiore quelli operanti in Val d’Ossola e sul Lago di Viverone quelli attivi sul Piemonte nord-occidentale e in Val d’Aosta. A seconda delle esigenze operative, i Canadair hanno rilasciato sugli incendi sia sola acqua che acqua addizionata con schiuma estinguente. Questa viene miscelata all’interno del velivolo, iniettata da un serbatoio caricato durante le fasi di rifornimento a terra.
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L’S-64F Cochise invece ha captato acqua dal Lago di Mergozzo ed anche direttamente dal fiume Toce, potendosi trovare più a ridosso delle aree d’intervento. Più recentemente, durante le operazioni in Val Mastallone ha effettuato gli scoop sul Lago d’Orta ed anche sul piccolo invaso artificiale di Rimasco (VC).
Questi elicotteri derivano dal Sikorsky S-64 Skycrane e, in particolare, dalla versione militare CH-54B Thare che fu in servizio con l’aviazione dello US Army fino alla metà degli anni 1980. A partire dal 1992, i diritti commerciali e tecnici relativi al modello S-64 sono stati acquisiti dalla statunitense Erickson Air Crane Inc. con sede in Oregon. Questa società ha sviluppato per l’impiego civile alcune versioni migliorate e aggiornate, per il trasporto di carichi pesanti e per l’impiego antincendio. A partire da quell’anno, infatti, l’azienda è divenuta OEM (Original Equipment Manufacturer), con pieno diritto di produzione, modifica e assistenza dell’elicottero.
In ambito antincendio, l’S-64F possiede una capacità di carico di acqua o ritardante pressoché doppia rispetto al CL-415 ma rimane comunque penalizzato da costi operativi molto alti, da un’autonomia oraria ridotta e dall’impossibilità di operare oltre le otto ore cumulative, dopodiché il mezzo deve essere sottoposto a manutenzione.
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La captazione dell’acqua avviene attraverso due sonde riposizionabili: una rigida, utilizzabile in volo traslato, anche su superficie marina (il pescaggio a punto fisso non è effettuabile dal mare in quanto l’acqua salmastra, vaporizzata dal rotore, causerebbe il malfunzionamento dei motori) e l’altra flessibile, impiegabile esclusivamente in volo stazionario su bacini di acqua dolce.
Il rilascio del liquido può avvenire sia in unica fase che in maniera frazionata attraverso la sonda flessibile oppure un “water gun” situato nella parte inferiore del serbatoio. Anche per lo S-64F è possibile miscelare in volo l’acqua con la schiuma ritardante contenuta in un serbatoio separato.
Lo Stato italiano, tramite il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco (CNVF) è proprietario di sei di queste macchine che furono originariamente acquisite per la componente di volo della Protezione Civile, poi assegnati al Corpo Forestale dello Stato e infine, con lo scioglimento di questo ente nel dicembre 2016, trasferiti ai Vigili del Fuoco. Uno dei velivoli, l’esemplare n.c. 64088 con marche I-CFAG “Geronimo” è rimasto incidentato il 22 luglio 2024 in fase di atterraggio sull’aeroporto di Reggio Calabria e probabilmente radiato.
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